Qualità dell’aria interna, non servono grandi investimenti per migliorarla


Uno studio statunitense rivela che gli interventi per migliorare la Iaq (indice di qualità dell’aria) vengono sovrastimati in termini di costi. Ventilare di più o cambiare i filtri è sufficiente per ottenere il comfort

Dell’importanza della qualità dell’aria interna si parla molto ultimamente. Eppure c’è ancora una scarsa conoscenza degli effettivi benefici ottenibili da una corretta ventilazione degli ambienti e di quanto anche piccoli accorgimenti possano fare la differenza.
Secondo un recente sondaggio condotto da un gruppo di ricercatori di Ingegneria della Drexel University, la maggiorparte dei proprietari di immobili, dei progettisti e degli occupanti non è in possesso di dati reali circa costi e benefici di una buona IAQ. Lo studio, pubblicato sulla rivista Indoor Air e presentato recentemente al meeting annuale della Society for Risk Analysis, da Michael Waring e Patrick Gurian, PhD dell’Università di Drexel, rivela che ci sono molte lacune da colmare.

Spendiamo il 90% della giornata all’interno di edifici, ma non ci rendiamo conto che l’aria che respiriamo ha un impatto decisivo sulla nostra salute e produttività. Ci sono molti dati scientifici che confermano che molti disturbi delle vie respiratorie sono dipendenti da una scarsa qualità dell’aria. Aumentare i tassi di ventilazione significa ridurre considerevolemente i sintimi da sindrome dell’edificio malato, con conseguenze positive anche in termini di produttività lavorativa ed assenteismo, se ci riferiamo agli uffici.
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Al sondaggio ha partecipato un campione di 112 persone tra  proprietari di immobili, amministratori di condominio, progettisti, consulenti e occupanti. A cui è stato chiesto di pronunciarsi su due soluzioni proposte per il miglioramento della IAQ: aumento della ventilazione e utilizzo di nuovi sistemi filtranti. Soluzioni, sottolineano i ricercatori, semplici da attuare e assolutamente a basso costo, a fronte di risultati invece assolutamente positivi.

Incredulità sui benefici

La maggiorparte del campione si è mostrato scettico a riguardo. Più della metà ha dichiarato di non essere convinto del fatto che semplici misure, come la sostituzione di un filtro o l’incremento della ventilazione, potessero portare dei reali benefici psico-fisici. Inoltre, la stessa percentuale ha riferito che vedeva improbabile l’accettazione da parte del proprietario o gestore dell’immobile di queste novità.

Sovrastima dei costi

Quest’ultima considerazione apre la pista alla questione cruciale: gli interventi per migliorare la IAQ vengono sovrastimati in termini di costi. “In media, i partecipanti hanno ipotizzato un costo dieci volte superiore rispetto a quello reale”, ha dichiarato Waring.
Il nostro studio, concludono i ricercatori, ha come obiettivo principale quello di informare maggiormente le persone a vario titolo coinvolte nella gestione di un edificio. Perché la scarsa informazione è un grave danno. Non servono grandi sistemi impiantistici per migliorare la qualità dell’aria, a volte bastano dei semplici accorgimenti, implementabili anche in edifici vecchi, per avere dei risultati soddisfacenti.

 

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